AL TAVOLO REGIONALE, CONVOCATO DALL’ASSESSORE LEO, LA UIL SCUOLA PUGLIA RIBADISCE : NESSUN DIMENSIONAMENTO DELLA RETE SCOLASTICA PER IL 2026/27, SI INTERVENGA SULLA DENATALITA’
“I circoli didattici e le scuole secondarie di primo grado possono e, a nostro avviso, devono restare tali. Inutile rincorrere la forma dell’Istituto Comprensivo anche a costo di accorpare scuole a chilometri di distanza tra loro. E vanno evitati altresì “rimpasti” di plessi. Inutile ogni anno, anche quando la legge statale non lo prevede, procedere con adempimenti che generano soltanto perdite di posti di lavoro e destabilizzazione”.
Lo ha dichiarato il segretario generale della Uil Scuola Puglia, Gianni Verga, a margine dell’incontro in assessorato regionale all’istruzione, nel corso del quale la categoria ha ribadito il proprio punto di vista: nessun obiettivo e nessun riequilibrio numerico dovrà essere deliberato dalla giunta pugliese. In altre parole, “nessun dimensionamento della rete scolastica per il prossimo anno. Le autonomie scolastiche sono 575 e tali dovranno rimanere, non è il momento di adottare ulteriori delibere”.
“Le novità di queste linee di indirizzo – spiega Verga – sono invece rappresentate dai poli per l’Infanzia zero-sei anni, dalla statalizzazione delle scuole dell’infanzia comunali e dalla programmazione delle filiere formative tecnologico-professionali. Attualmente sono funzionanti in Puglia 40 poli per l’infanzia di cui 23 di nuova realizzazione. Con il dimensionamento, i Comuni, congiuntamente alle scuole, ne potranno chiedere altri. Le scuole dell’infanzia comunali sono attualmente 15 di cui 11 in provincia di Bari e 4 in provincia di Foggia. Per quanto riguarda le filiere formative, si intende dar luogo all’integrazione e ampliamento dell’offerta formativa dei percorsi afferenti alla filiera formativa tecnologico-professionale (FFTP), in funzione delle esigenze specifiche dei contesti della regione e l’istituzione di reti, denominate “campus”.
“È chiaro – ha sottolineato Verga – che la nuova programmazione dovrà tener conto del fenomeno della denatalità. Le fasce di età di popolazione maggiormente colpite sono quelle relative alla scuola dell’infanzia (3-5 anni, -12,6%) e ai servizi educativi per la prima infanzia (0-2 anni, -11,1%). Questi dati indicano che il problema della denatalità impatterà anche sui cicli scolastici di ordine superiore negli anni immediatamente successivi. La riduzione media annua e nel quinquennio 2019-2024 vede la città metropolitana di Bari con una riduzione maggiore nella fascia d’età 0-2 anni, la BAT 6-10 anni e le altre province nella fascia 3-5 anni. Negli ultimi cinque anni la Puglia ha subito un calo demografico complessivo pari al 2,1%. Questo dato si riflette in modo marcato sul segmento della popolazione in età scolastica (0-18 anni), evidenziando un decremento complessivo dell’8,9%. E’ il momento delle riflessioni, serie e concrete, sul futuro del sistema scuola, il quale ha bisogno di investimenti e misure forti di carattere organizzativo, di rilancio e valorizzazione delle competenze, per tornare ad essere un valore aggiunto, oltre che un fattore di crescita e sviluppo della nostra società”.












