Bari, 7 ottobre 2026

L’Esecutivo regionale della UIL Scuola Puglia, riunito oggi a Bari, dopo un ampio confronto sui principali temi che interessano il sistema dell’istruzione e il personale scolastico, condivide e fa propria la relazione del Segretario generale regionale Gianni Verga e indica le priorità sulle quali sviluppare l’iniziativa politico-sindacale nelle prossime settimane.
Al centro della discussione è stato posto il decreto-legge n. 170/2026, cosiddetto “Decreto Scuola”, che, ancora una volta, non affronta i problemi strutturali della scuola reale. Il provvedimento concentra infatti l’intervento su questioni di facciata, mentre restano senza risposte adeguate le vere emergenze che ogni giorno dirigenti, docenti e personale ATA sono chiamati ad affrontare.
La scuola ha bisogno di interventi strutturali, investimenti e di una visione capace di restituire dignità e valore a tutte le professionalità che vi operano.
Valorizzare il lavoro e le professionalità della scuola
L’Esecutivo regionale ritiene non più rinviabile una reale valorizzazione del personale docente. Occorre affrontare concretamente il tema dell’equiparazione degli stipendi e dell’orario di lavoro di tutti i docent, dall’infanzia al secondo grado, considerando che oggi l’accesso alla professione docente richiede il possesso della laurea.
Allo stesso modo, è indispensabile procedere a una revisione dell’ordinamento professionale del personale ATA, riconoscendo l’evoluzione delle funzioni, delle competenze e delle responsabilità che questo personale assume quotidianamente per garantire il funzionamento delle istituzioni scolastiche.
Non può esserci una scuola di qualità senza il riconoscimento professionale ed economico di tutte le persone che vi lavorano.
Basta precarietà: stabilizzare gli organici
Particolarmente grave è la situazione degli organici in Puglia.
Sul sostegno, l’organico di fatto, costituito da posti non stabili, raggiunge 11.371 unità e supera l’organico di diritto, fermo a 10.503 posti stabili. È una situazione che fotografa una precarietà ormai strutturale e che incide direttamente sulla continuità didattica e sul diritto all’istruzione e all’inclusione degli alunni con disabilità.
L’Esecutivo regionale rivendica pertanto la stabilizzazione dei 13.084 posti in deroga sul sostegno e del personale ATA, trasformando posti che rispondono a esigenze permanenti del sistema scolastico in organico stabile.
Non è più accettabile considerare temporanei posti che, anno dopo anno, si dimostrano indispensabili. La precarietà degli organici produce precarietà del lavoro e compromette la continuità e la qualità del servizio scolastico.
Fermare la desertificazione scolastica della Puglia
L’Esecutivo esprime forte preoccupazione per il fenomeno della desertificazione scolastica, che assume in Puglia dimensioni sempre più rilevanti.
La perdita di quasi 12.000 alunni non può essere affrontata esclusivamente attraverso operazioni contabili di dimensionamento della rete scolastica. Dietro questi numeri ci sono territori, comunità, famiglie e il rischio concreto di un progressivo impoverimento dell’offerta educativa, soprattutto nelle aree interne e nei territori maggiormente esposti allo spopolamento.
La Regione Puglia deve assumere un ruolo attivo attraverso misure specifiche finalizzate a contrastare la desertificazione scolastica, salvaguardando i presìdi educativi e costruendo politiche integrate che rendano attrattivo per le giovani generazioni il territorio regionale e mettano insieme scuola, servizi, trasporti e sviluppo territoriale.
La scuola non può essere considerata una semplice voce di costo: dove chiude una scuola si indebolisce un’intera comunità.
Edilizia scolastica: sicurezza e qualità degli ambienti di apprendimento
L’Esecutivo regionale richiama infine la necessità di un piano organico di interventi sull’edilizia scolastica.
La sicurezza degli edifici, la loro manutenzione, l’efficientamento energetico, l’accessibilità e la disponibilità di spazi adeguati alla didattica non possono dipendere da interventi episodici o emergenziali.
Servono programmazione, risorse certe e una strategia condivisa tra Stato, Regione ed enti locali che consenta di garantire a studenti e personale ambienti scolastici sicuri, moderni, accessibili e funzionali.
Fiscalità territoriale: gli aumenti contrattuali non possono essere cancellati dalle tasse
Nel corso dell’Esecutivo, il Segretario generale confederale della UIL Puglia, Stefano Frontini, ha richiamato con forza il tema della fiscalità territoriale.
L’incremento delle addizionali regionali e locali rischia infatti di assorbire una parte significativa degli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali. È una contraddizione che deve essere affrontata politicamente: non è possibile riconoscere incrementi retributivi attraverso il contratto nazionale per poi vederne ridotti gli effetti nelle buste paga attraverso l’aumento della pressione fiscale territoriale.
L’Esecutivo chiede quindi alla politica regionale di intervenire con misure fiscali capaci di tutelare il reddito dei lavoratori e delle lavoratrici, evitando che gli aumenti contrattuali vengano di fatto erosi dalle addizionali.
Più risorse nella Legge di Bilancio
Nel suo intervento, il Segretario generale nazionale della UIL Scuola, Giuseppe D’Aprile, ha sottolineato la necessità che nella Legge di Bilancio vengano destinate alla scuola risorse aggiuntive e strutturali.
Il personale scolastico, a parità di titolo di studio, continua infatti a essere tra i meno retribuiti del pubblico impiego, con differenze che in alcuni casi superano i 300 euro al mese.
Le risorse previste per il rinnovo del CCNL 2025-2027 rappresentano un punto di partenza, ma non sono sufficienti a recuperare il potere d’acquisto perso negli ultimi anni.
Occorre quindi una scelta politica netta: investire sulla scuola significa investire sul personale, sulla qualità dell’istruzione e sul futuro del Paese.















