𝐕𝐞𝐫𝐠𝐚 , 𝐔𝐈𝐋 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚: « Le esigenze stabili della scuola non possono essere coperte all’infinito con lavoro precario »
Foggia, 15 ottobre 2026 – Anche le supplenze con scadenza al 30 giugno possono integrare un abuso quando vengono reiterate per soddisfare esigenze stabili e durature. È quanto emerge dalla sentenza n. 2518/2026 del Tribunale di Foggia, Sezione Lavoro, che ha accolto il ricorso promosso dall’𝐀𝐯𝐯. 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐃𝐢𝐛𝐢𝐭𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐔𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐨 𝐋𝐞𝐠𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐔𝐈𝐋 𝐒𝐂𝐔𝐎𝐋𝐀 𝐏𝐔𝐆𝐋𝐈𝐀 di un docente di sostegno e condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito al pagamento di quattro mensilità dell’ultima retribuzione utile per il calcolo del TFR, oltre accessori di legge.
La controversia riguarda quattro contratti a tempo determinato, relativi agli anni scolastici dal 2020/2021 al 2023/2024, tutti con scadenza al 30 giugno, per attività di sostegno presso il Liceo “Albert Einstein” di Cerignola, con un impegno di 18 ore settimanali. Il Tribunale ha valorizzato la reiterazione degli incarichi nello stesso istituto e sulla stessa cattedra, nonché l’assenza, nel testo dei contratti, di necessità sostitutive di altri docenti assenti.
𝐆𝐢𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐕𝐞𝐫𝐠𝐚 , 𝐒𝐞𝐠𝐫𝐞𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐆𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐔𝐈𝐋 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐏𝐮𝐠𝐥𝐢𝐚 , 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚:
« Questa pronuncia richiama un principio fondamentale: il lavoro precario non può diventare la risposta ordinaria a un fabbisogno strutturale della scuola. Dietro ogni incarico reiterato ci sono professionalità, responsabilità e persone che garantiscono quotidianamente il diritto all’istruzione. Sul sostegno, in particolare, la stabilità del personale è una questione che riguarda insieme la dignità dei lavoratori e la continuità educativa degli studenti. Chiediamo che gli organici siano adeguati alle esigenze reali e che alle necessità permanenti si risponda con occupazione stabile ».
« Il risarcimento riconosce la lesione subita, ma la risposta al precariato deve essere prima di tutto strutturale – conclude Verga –. Servono una programmazione degli organici coerente con i bisogni delle scuole e assunzioni stabili sui posti necessari. La continuità didattica si costruisce garantendo continuità e dignità al lavoro »













