Quello della giunta regionale pugliese uscente su alcuni indirizzi del piano dell’offerta formativa, autorizzati per pochi eletti

“Quello della giunta regionale pugliese uscente su alcuni indirizzi del piano dell’offerta formativa, autorizzati per pochi eletti, è un vero e proprio colpo di mano, che appare anche ai non addetti ai lavori come un atto cucito su misura.
Un emendamento privo dei più basilari principi di trasparenza, quello proposto dall’assessorato al ramo, un atto cucito su misura per alcune realtà scolastiche privilegiate”.
È la denuncia di Gianni Verga, segretario generale Uil Scuola Puglia.
“Abbiamo assistito a richieste di attivazione di nuovi indirizzi, giudicati dall’assessorato all’istruzione inconferenti per alcune scuole, mentre si è proceduto per altre ad autorizzare licei sportivi e musicali, oltre che made in Italy, con una gestione a dir poco discutibile. La delibera di giunta regionale 1658 del 30/10/2025 va ritirata, in quanto lesiva dell’offerta formativa di tutti gli istituti che hanno invece osservato la norma e dei sindacati ai quali è stata persino occultata l’informativa su queste decisioni improvvise. Nonostante i pareri contrari e, in taluni casi, l’assenza di delibere degli organi collegiali, la giunta ha autorizzato nuovi licei musicali a Copertino e a Rodi Garganico. E, nonostante il vincolo numerico, in quanto a Taranto è già presente un liceo sportivo, la giunta ha proceduto ad autorizzare licei sportivi in scuole che non li hanno neanche deliberati o che non hanno il liceo scientifico, oltre a licei del made in italy sparsi sul territorio”.
“Invitiamo la Regione Puglia a fare subito dietrofront. Inoltre, sarebbe quantomeno il caso di evitare la ridicolizzazione degli organi collegiali, appena convocati da chi vorrebbe mettere le carte apposto”.
“Il prossimo anno scolastico non doveva essere quello della proposizione di nuovi indirizzi dell’offerta formativa, per nessuna scuola. Invece, con evidente etichetta politica, si è proceduto, in barba agli enti preposti per la costruzione dell’offerta formativa, alle comunità educanti della nostra regione e ai sindacati, ad approvare delle scelte scellerate”.