Dimensionamento scolastico, UIL Scuola Puglia: “Servono una visione politica e il coinvolgimento delle parti sociali. Le scuole non sono costruzioni Lego”

Verga: “Preoccupano il calo demografico, la mancanza di strategie e tempi incompatibili con la realtà delle istituzioni scolastiche.”

La UIL Scuola Puglia, rappresentata dal segretario generale Gianni Verga, dai responsabili dell’area V Enzo Fiorentino e Roberta Panico, ha partecipato questa mattina all’incontro convocato presso l’Assessorato regionale al Diritto allo Studio, nel corso del quale l’assessora Silvia Miglietta ha illustrato alle organizzazioni sindacali le linee di indirizzo per il dimensionamento della rete scolastica, l’integrazione dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2027/2028 e i Poli per l’Infanzia.

Nel corso del confronto, la UIL Scuola Puglia ha innanzitutto evidenziato la tardività della convocazione, giunta soltanto dopo sei mesi dall’insediamento della Giunta De Caro, sottolineando come un tema così strategico avrebbe richiesto un confronto tempestivo e continuativo con le parti sociali.

Entrando nel merito del documento, la UIL Scuola ha espresso forti perplessità circa l’assenza di una chiara strategia politica capace di affrontare il progressivo spopolamento scolastico che interesserà la Puglia già dal prossimo anno. I dati parlano chiaro, una perdita di quasi 12.000 alunni, con il numero degli iscritti destinato a passare dai 506.053 dell’anno scolastico in corso ai 494.456 del prossimo.

Pur prendendo atto che il numero delle autonomie scolastiche resterà invariato, pari a 565 istituzioni (7 CPIA, 9 convitti educativi, 346 istituzioni del primo ciclo e 203 del secondo ciclo) fino all’anno scolastico 2029/2030, la Uil evidenzia che le linee di indirizzo prevedono la possibilità di intervenire con “aggiustamenti” sugli istituti con meno di 400 alunni(4 in totale) e su quelli con oltre 1.400 iscritti(16 in totale), al fine di ricondurre la popolazione scolastica entro il limite dei 1.200 studenti, operando delle compensazioni a invarianza di dirigenze e DSGA.

Su questo punto la UIL Scuola Puglia ha espresso una posizione netta.
“Le scuole non possono essere smontate e rimontate come fossero costruzioni Lego.
Ciascuna istituzione scolastica rappresenta una comunità educante con una propria storia, una propria identità e specifiche relazioni con il territorio. Ogni eventuale intervento deve salvaguardare questi valori e non rispondere esclusivamente a logiche ragionieristiche”, ha dichiarato il segretario generale Gianni Verga.

La UIL Scuola ha inoltre richiamato l’attenzione sulla situazione del primo ciclo d’istruzione laddove non esiste alcun obbligo di istituire “a tutti i costi” l’istituto comprensivo. A fronte di 346 istituzioni scolastiche e 302.410 alunni iscritti, con una media regionale di 874 studenti per scuola, risultano ancora presenti 23 istituzioni autonome non verticalizzate (17 circoli didattici e 6 scuole secondarie di primo grado), distribuite in 9 comuni delle province di Bari, BAT e Foggia, che complessivamente accolgono 16.786 studenti, con una media di appena 729 iscritti, sensibilmente inferiore a quella regionale.

Per il secondo ciclo, invece, i 187.043 studenti iscritti alle 203 istituzioni scolastiche determinano una media di 921 alunni per istituto, dato che conferma la necessità di valutazioni attente e non esclusivamente basate su parametri quantitativi.

Ulteriori criticità riguardano il cronoprogramma predisposto dalla Regione. La UIL Scuola Puglia ritiene infatti irrealistico il termine del 18 settembre fissato per le deliberazioni degli organi collegiali, considerato che le scuole, all’avvio dell’anno scolastico, sono impegnate nelle attività organizzative e didattiche che rendono estremamente complesso affrontare contestualmente un procedimento così delicato. Altresì la UIL ha chiesto di mettere nero su bianco l’impossibilità di presentare proposte, da parte degli enti locali, in assenza di delibere collegiali e/o di confronto con le OO.SS.

“È indispensabile – ha aggiunto Verga – che in tutte le fasi del percorso, sia a livello comunale che provinciale, venga garantito il pieno coinvolgimento delle organizzazioni sindacali. Il confronto non può limitarsi ad un passaggio formale, ma deve rappresentare un reale momento di partecipazione alle scelte che incideranno sull’organizzazione della scuola pugliese.”

Infine, in merito ai Poli per l’Infanzia, la UIL Scuola Puglia ha chiesto che la Regione promuova uno specifico approfondimento accompagnato da una mappatura delle proposte formulate dai Comuni, ritenendo necessario conoscere preventivamente il quadro complessivo degli interventi, prima di assumere qualsiasi valutazione.

“La scuola pugliese – conclude Verga – ha bisogno di una programmazione lungimirante che sappia governare la desertificazione scolastica senza sacrificare la qualità dell’offerta formativa, l’identità delle istituzioni scolastiche e i diritti delle comunità educanti. È questa la sfida che chiediamo alla Regione di affrontare con coraggio, visione e condivisione.”